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giovedì 25 aprile 2019

Resistere


Grazie. A chi pensa che il 25 aprile sia un derby e che l'Italia sia divisa tra tifosi. Grazie. A chi diffonde continuamente falsi allarmi e poi viene smentito dalla realtà. Grazie. A quelli che pensano a chi viene prima, ma si dimenticano di chi c'è dopo.
Grazie. A chi vede solo quel che vuol vedere. Grazie. A chi nel 2019 preferisce il pane con la nutella, le armi, il bullismo, il razzismo. Grazie. A chi gioca e strumentalizza la paura. Grazie. A quelli che stanno contribuendo ulteriormente ad affossare il nostro futuro, già compromesso da altri. Grazie. A chi vuole chiudere le frontiere, i porti, i confini, le porte, le finestre, il portafogli, la testa. Grazie. A chi calpesta giorno dopo giorno i diritti, i disagi, la libertà. La libertà. Grazie. Per tutto quanto. Incassiamo, apprezziamo, soffriamo, stringiamo i denti, ma non dimentichiamo. Non dimentichiamo un cazzo. Grazie. Perchè sappiamo cosa non essere, cosa non diventare. Sappiamo chi evitare, cosa non pensare. Perchè a scuola si è andati, la lezione ci è servita. Perchè abbiamo studiato e conosciamo. Conosciamo bene. Grazie. Perchè i nostri nonni, i nostri parenti, anche quelli non di sangue, hanno capito, hanno sofferto, sono morti. Hanno sofferto e sono morti. Basterebbe. Per noi sì, per altri no. Grazie. Perchè rafforzate con ogni singolo gesto quello che è stato e non dovrà essere. Grazie. A chi stende striscioni in Piazzale Loreto, nel 2019. Grazie. Per l'omertà, per girare la faccia, cambiare idea in un millisecondo. 

Ma soprattutto grazie a chi, meno di ottant'anni fa, ci ha portato a stare qui. A chi ha attraversato un Paese intero, a chi si è ribellato e a ha resistito. Ha resistito. Resistere vuol dire "contrastare un'azione di forza di altri, opporsi". Stiamo provando a farlo ancora oggi. A chi cerca di cancellare il passato e a puntare sull'ignoranza, proclamandosi "capitano" o "comandante", con i metodi e l'odio che hanno portato prima di noi, tanti anni fa, altre persone a opporsi. Grazie. Alla Brigata Maiella, che è stato un esempio per la mia e per quella di tante altre vite. Di altruismo, di amore, di resistenza totale. Di chi non ha mollato nemmeno un centimetro. Grazie a quelli che ci hanno lasciato la pelle e non hanno potuto saggiare il vento tiepido di quella primavera, del polline nelle campagne, dei bagni al mare e dei baci liberi e liberatori. Partigiani, comunisti, democristiani, repubblicani, monarchici, vecchi, giovani, uomini o donne. Grazie, perchè non rappresentavate un partito, ma una Nazione. Un sentimento pulsante e vivo, sanguigno e fresco. Vitale. Grazie. Ai padri costituenti e a quella carta meravigliosa che ci ritroviamo, molte volte senza meritarcela. Che è stata troppe volte disdegnata, stracciata, sminuita, ma che ogni volta rimane forte, immune e intatta ai difetti umani.

Grazie ai nostri difetti. A quelli delle generazioni di prima e di adesso, a chi non ci ha ancora capito un cazzo. Ma che possono permettersi di pensarla come vogliono, grazie a quella Resistenza di tanti anni fa. Che rimane l'atto più grande e giusto che potessimo fare. E che rimane, nonostante tutto, la stella polare del nostro futuro. Un futuro offuscato, un po' sporco, deriso, ma che non deve smettere di attingere a quel passato, modello di tenacia e di insegnamento che nessuno potrà cancellare. Mai.

Ricorda ragazzo
La storia non cambia se tu non la cambi

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